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  • Francesco Russo

Pignoramenti, ecco cosa rischia chi compra casa all'asta

Un emendamento al decreto Milleproroghe permette a chi risiede in un'abitazione pignorata, di abitarci fino al decreto di trasferimento. Gli acquirenti rischiano di trovarsi con l'immobile occupato

Non è una buona notizia per i proprietari di case comprate all’asta. Pochi giorni fa l’esecutivo ha inserito un emendamento al decreto Milleproroghe che estende alle espropriazioni in corso il principio in base al quale il debitore non perde il possesso della casa fino al decreto di trasferimento.

Il meccanismo è stato introdotto circa un anno fa ma quella norma stabiliva che valeva per le espropriazioni immobiliari avviate da febbraio 2019.

La denuncia arriva da Confedilizia. Quest’ultima sottolinea che il provvedimento rappresenta “un grave rischio per il mercato delle aste giudiziarie”. Secondo l’associazione, a farne le spese saranno le persone che comprano un’abitazione e le banche, le quali dovranno cedere case ancora occupate e quindi di minor valore.


La norma del 2019

Confedilizia spiega che lo scorso anno il decreto semplificazioni ha introdotto una norma sulle procedure esecutive immobiliari. In sostanza, stabiliva che il debitore e i familiari non perdessero il possesso della casa fino al decreto di trasferimento. e ciò valeva per le espropriazioni avviate a partire da febbraio 2019. Come riporta La Verità, la persona a cui è stata pignorata l’abitazione ha diritto di viverci anche dopo l’avvenuto passaggio di proprietà, mentre chi vuole comprare un immobile attraverso un’asta giudiziaria, potrà aspettare anche molto tempo prima che la casa sia liberata. Quindi il giudice non può disporre il rilascio dell’immobile pignorato prima della pronuncia del decreto di trasferimento.

La liberazione della casa avviene in determinate ipotesi come la cattiva conservazione dell’immobile oppure nel caso in cui sia ostacolato il diritto di visita di potenziali compratori. Confedilizia spiega che il vecchio testo dell’articolo 560 del codice civile considerava “un’eventualità” la permanenza del debitore nella casa pignorata e stabiliva che quest’ultima poteva avvenire anche a discrezione del giudice. Ora invece è la liberazione anticipata dell'immobile che rappresenta un'eventualità.

L'emendamento

L’organizzazione di settore evidenzia che l’emendamento al Milleproroghe rappresenta una decisione che avrà conseguenze negative. Secondo Confedilizia, una casa occupata non è appetibile e viene liquidata con maggiore difficoltà. “Con questa ulteriore modifica aumenteranno i tentativi di vendita e si ridurranno i prezzi di aggiudicazione - precisa l’organizzazione - con minore soddisfazione non solo dei creditori, ma anche degli stessi debitori esecutati, cioè proprio dei soggetti che l'intervento di riforma si propone di favorire".

Andrea Pegoraro


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