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  • Francesco Russo

Agevolazione prima casa e svolgimento dell'attività dov'è l'immobile, cosa dice la Cassazione

E' possibile beneficiare dell'agevolazione prima casa a patto che si rispettino alcune condizioni: si abbia la residenza o la si trasferisca entro 18 mesi nel comune in cui si trova il nuovo immobile oppure ci sia da parte del beneficiario svolgimento dell'attività dov'è la nuova proprietà. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, la Cassazione ha però sottolineato che l'attività professionale deve essere effettivamente svolta in quel luogo.

Nel caso specifico, con la sentenza n. 24542, la Cassazione ha ricordato che secondo l'articolo 1, nota II-bis comma 1, lettera a, Dpr n. 131/1986, "ai fini dell'applicazione dell'aliquota agevolata agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell'usufrutto, dell'uso e dell'abitazione relativi alle stesse, devono ricorrere una serie di condizioni".

Tra queste condizioni c'è proprio il fatto che l'immobile per il quale si richiede l'agevolazione prima casa deve essere ubicato nel comune dove l'acquirente ha o stabilisce entro diciotto mesi dall'acquisto la propria residenza; oppure l'immobile deve trovarsi nel comune dove l'acquirente svolge la propria attività. L'acquirente deve dichiarare di voler stabilire la residenza nel comune in cui è situato l'immobile acquistato nell'atto di acquisto.

La Cassazione ha precisato che la normativa riguardante l'agevolazione prima casa deve essere interpretata in senso restrittivo e ha sottolineato che, nel caso in esame, l'attività professionale deve essere svolta effettivamente nel luogo del bene, non basta che sia svolta in via esclusiva o prevalente.

fonte: idealista


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